Eggi
Storia di Eggi
La frazione di Eggi fu predio romano, furono infatti recuperati reperti funerari del III secolo d.C.
La presenza della popolazione gotica ad Eggi è ipotizzata dalla nascita di Beroto,nel V secolo,nobile poi religioso che si trasferì in un monastero lungo la via Salaria.
L’agglomerato iniziò probabilmente presso il toponimo “Castellocchio”, al confine con la Valnerina.
Si racconta che nelle vicinanze,oltre ad un fortilizio altomedievale,fosse situato un gineceo longobardo.
Nell’XI secolo gli abitanti scesero a valle e si insediarono nei pressi della Chiesa di San Giovanni Battista. Ad aula unica con piccolo transetto, ha pareti affrescate databili al XII al XVI secolo, tra le quali il più noto è il Battesimo di Cristo, tra le ultime opere realizzate dal pittore cinquentesco spoletino Giovanni Spagna, con l’aiuto della bottega.
Nelle vicinanze sono conservati lacerti murari della Chiesa di San Biagio,protettore degli agricoltori,pastori e malati alla gola; non è più visitabile dal XVII secolo.
La parrocchiale fu poi trasferita nella chiesa, ora a tre navate, di San Michele Arcangelo,protettore della frazione, insieme a San Cristoforo, San Giovanni Battista e San Biagio. L’originario ingresso sulla Plateola (piccola piazza) un affresco di notevoli dimensioni, raffigurante San Cristoforo, protettore dei fruttivendoli e dei viaggiatori. Monsignor Ceccarelli ricorda che gli abitanti uscendo dalla porta del Castello, di fronte all’immagine si facessero il segno della croce all’inizio della giornata.
All’interno si posso osservare cicli ad affresco del XIV e XV secolo,rappresentazioni di San Michele Arcangelo e di un San Bernardino, attribuite dal professor Bruno Toscano al cosiddetto “Maestro di Eggi”, pittore attivo a Spoleto, a Spello e in Valnerina.
Per difenderne le sorti furono erette le cinte murarie.
Il barone Achille Sansi (storico spoletino) racconta nel 1378 circa la villa (odierna frazione) di Eggi fosse trasformata in fortilizio.
Probabilmente originario di questa località fu la famiglia Egii o Egio, il più conosciuto esponente fu Benedetto,nel XVI,filologo accreditato presso la Università di Parigi.
Dopo la ribellione del 1440 al Comune di Spoleto, le mura saranno divelte, per poi essere ricostruite nella sesta decade del XV secolo. Fu sede di un comune rurale fino al XVIII .
La chiesa della Madonna delle Grazie, lungo via dei Pini, fu eretta nel XVI secolo,con pitture devozionali del XVI secolo.
Si ricorda l’abside affrescata con la Vergine in trono e Santi del peruginesco Orlando Merlini.
L’attuale Villa Saccone,appartenne alla famiglia nobile fiorentina De Pazzi Morelli,che alla fine del XVIII secolo,volle costruirvi una residenza sullo stile fiorentino e lucchese.
Alessandro Ciamarra
